Malattie infiammatorie croniche intestinali

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Quando l’intestino diventa un campo di battaglia

L’intestino è un organo sorprendente: non solo digerisce, ma dialoga con il cervello, produce ormoni e ospita miliardi di batteri che contribuiscono al nostro benessere. Ma cosa succede quando il sistema immunitario, invece di proteggere, inizia ad attaccarlo?

È quello che accade nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), un gruppo di patologie caratterizzate da un’infiammazione persistente del tratto digestivo. Le due forme principali sono il Morbo di Crohn e la Colite Ulcerosa.

Negli ultimi anni, queste malattie sono in aumento anche in Italia, soprattutto tra i giovani. Si tratta di condizioni croniche che alternano fasi di benessere e riacutizzazioni, ma che oggi, grazie ai progressi della medicina, possono essere gestite in modo efficace, consentendo una buona qualità di vita.

Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa: le differenze

Sebbene abbiano caratteristiche comuni, Crohn e Colite Ulcerosa si distinguono per localizzazione e profondità dell’infiammazione.

Il Morbo di Crohn può interessare tutto il tratto digerente, dalla bocca all’ano, ma più spesso colpisce l’ileo e il colon. L’infiammazione coinvolge tutti gli strati della parete intestinale, causando lesioni profonde e talvolta fistole o stenosi.

La Colite Ulcerosa, invece, si limita al colon e al retto, con infiammazione della sola mucosa interna. Può provocare ulcerazioni e sanguinamenti, ma non si estende agli altri organi.

In entrambi i casi, l’origine è multifattoriale: una predisposizione genetica, associata a una risposta immunitaria alterata e a fattori ambientali, può innescare il processo infiammatorio.

I sintomi: quando sospettare una IBD

I sintomi delle malattie infiammatorie intestinali possono variare da lievi a severi e cambiare nel tempo. I più comuni sono:

  • dolore e crampi addominali;
  • diarrea persistente, talvolta con sangue o muco;
  • perdita di peso involontaria;
  • stanchezza cronica e anemia;
  • febbre o malessere generale.

In molti casi, soprattutto nei giovani adulti, questi disturbi vengono inizialmente confusi con infezioni intestinali o sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, se persistono o si ripetono ciclicamente, è importante rivolgersi a uno specialista in gastroenterologia per approfondire la diagnosi.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di una IBD richiede una valutazione accurata, perché non esiste un test unico che la confermi. Il percorso diagnostico inizia con esami del sangue e delle feci, per valutare lo stato infiammatorio e la presenza di infezioni.

La colonscopia è l’esame di riferimento: consente di visualizzare la mucosa intestinale, prelevare biopsie e distinguere tra Crohn e Colite Ulcerosa. In alcuni casi possono essere utili la risonanza magnetica o l’ecografia intestinale per studiare l’estensione e la gravità delle lesioni.

Una diagnosi precoce è essenziale: permette di iniziare subito la terapia più adatta e ridurre il rischio di complicanze a lungo termine.

Le cause: un puzzle complesso

Non esiste una causa unica, ma una combinazione di fattori.
La genetica gioca un ruolo importante: chi ha familiari con IBD ha un rischio più alto di svilupparla. Tuttavia, il microbiota intestinale – l’insieme dei batteri “buoni” che vivono nel nostro intestino – sembra essere il vero protagonista.

Alterazioni del microbiota, dovute a dieta squilibrata, antibiotici o stress, possono contribuire a una risposta immunitaria anomala.
Anche l’inquinamento, il fumo e alcune infezioni intestinali sono considerati possibili fattori scatenanti.

Le terapie disponibili oggi

La gestione delle IBD è molto cambiata negli ultimi decenni. L’obiettivo non è solo controllare i sintomi, ma ridurre l’infiammazione e prevenire le ricadute.

Nei casi lievi o moderati, si utilizzano farmaci antinfiammatori intestinali, come la mesalazina o i corticosteroidi.
Nelle forme più gravi, invece, si ricorre a terapie immunosoppressive o ai farmaci biologici, che agiscono in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione.

Le terapie biologiche rappresentano una delle più grandi innovazioni: somministrate per via endovenosa o sottocutanea, hanno migliorato la prognosi e la qualità della vita di molti pazienti.

In alcuni casi selezionati, soprattutto nel Crohn, può rendersi necessario un intervento chirurgico per rimuovere tratti intestinali danneggiati, ma oggi la chirurgia è sempre meno frequente grazie alle nuove cure.

Alimentazione e stile di vita

Contrariamente a quanto si pensa, non esiste una “dieta universale” per chi soffre di IBD. Ogni paziente reagisce in modo diverso agli alimenti. Durante le fasi acute, il gastroenterologo o il nutrizionista può consigliare un’alimentazione leggera e povera di fibre insolubili per ridurre l’irritazione intestinale.

Nelle fasi di remissione, invece, è importante garantire un apporto nutrizionale equilibrato, con attenzione a proteine, ferro e vitamine. È fondamentale anche smettere di fumare, limitare l’alcol e gestire lo stress, che può influire sull’andamento della malattia.

Vivere bene con una diagnosi cronica

Ricevere una diagnosi di malattia infiammatoria cronica intestinale può spaventare, ma non significa rinunciare a una vita piena.
Con il trattamento giusto e un monitoraggio regolare, è possibile raggiungere lunghi periodi di remissione, durante i quali i sintomi scompaiono e l’intestino torna a funzionare normalmente.

Oggi i pazienti hanno a disposizione percorsi personalizzati, supporto psicologico e gruppi di sostegno. Il ruolo del medico è fondamentale non solo nella terapia, ma anche nell’educazione alla gestione quotidiana della malattia.

La qualità della vita come obiettivo

La ricerca scientifica continua a fare passi avanti, offrendo nuove terapie e un approccio sempre più personalizzato. L’obiettivo non è solo “curare l’intestino”, ma aiutare la persona nel suo complesso: corpo, mente e relazioni sociali.

Presso MP Salute Poliambulatorio, l’équipe di gastroenterologi, nutrizionisti e psicologi lavora insieme per accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura. Dalla diagnosi alla gestione quotidiana, ogni fase è seguita con attenzione, per garantire serenità e benessere duraturo.

Categoria articolo: Gastroenterologia

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