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Visita cardiologica: come si svolge e perché farla

La visita cardiologica è molto importante per diagnosticare, monitorare o escludere un disturbo o una patologia di natura cardiologica. Si tratta di un esame non invasivo, che può essere eseguito da chiunque e a qualunque età ma, soprattutto, in presenza di un problema cardiovascolare già accertato.

Perché si esegue una visita cardiologica

Effettuare una visita cardiologica è consigliato in qualsiasi momento, a qualunque età e anche quando non si hanno disturbi specifici. É estremamente raccomandato, invece, nel momento in cui si avvertono sintomi quali:

  • dolore al torace;
  • vertigini;
  • affanno;
  • palpitazioni.

Queste manifestazioni, infatti, spingono il medico di base a richiedere ulteriori accertamenti per poter analizzare la situazione nel dettaglio. Proprio attraverso la visita al cuore, infatti, è possibile riconoscere e diagnosticare determinate patologie e/o condizioni, come:

  • scompenso cardiaco: il cuore non è in grado di pompare il sangue necessario all’organismo per via di un irrigidimento dei ventricoli cardiaci e dell’inabilità del cuore di rilassarsi e contrarsi al momento giusto. Questo comporta dispnea, astenia, tosse gonfiore agli arti e all’addome, confusione mentale e inappetenza;
  • ischemia coronarica: a seguito del restringimento delle coronarie il flusso sanguigno non riesce a defluire correttamente, causando fiato corto e angina pectoris;
  • ipertensione arteriosa: si tratta della cosiddetta “pressione alta”, una condizione molto diffusa che prevede un elevato livello di pressione sanguigna nelle arterie e che deve essere costantemente monitorata, dato che rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare molto importante. Si può risolvere rivedendo il proprio stile di vita e valutando la sintomatologia che, spesso, comprende cefalea mattutina, vertigini, acufene, sangue dal naso e alterazione della vista;
  • cardiomiopatia ipertrofica: interessa direttamente il cuore e, in particolare, il ventricolo sinistro che tende a ingrossarsi. Di solito si tratta di una patologia derivante da una predisposizione genetica che non comporta sintomi specifici, tranne nei casi più seri che vengono accompagnati da palpitazioni, affaticamento e dolore al torace;
  • patologie delle valvole cardiache: rientrano in questo gruppo l’insufficienza aortica, l’insufficienza mitralica, la stenosi aortica, la stenosi mitralica, il prolasso della valvola mitrale, l’insufficienza tricuspidale e la stenosi tricuspidale. Possono essere causate da vari fattori, come un’alterazione dello sviluppo dell’embrione in gravidanza oppure, durante il corso della vita, da danni al tessuto valvolare, infiammazioni, traumi e infezioni;
  • patologie dei vasi sanguigni: tra queste rientrano, ad esempio, l’aneurisma (cioè una dilatazione di un vaso arterioso) o l’arteriopatia periferica (che prevede il restringimento delle arterie che mandano il sangue verso gli arti inferiori e superiori).

Inoltre, devono sottoporsi regolarmente a visite cardiologiche i pazienti con protesi valvolari, defibrillatori, pacemaker e stent, in modo da tenere costantemente monitorata la loro condizione.

In cosa consiste la visita cardiologica

La visita cardiologica viene effettuata dal cardiologo, cioè il medico specializzato in materia. In primis, si concentra sullo stile di vita e sulla storia clinica del paziente, due elementi molto importanti per capire, per esempio, come la predisposizione possa aver influito già dall’infanzia.

Il medico, quindi, si accerta che il paziente segua una dieta regolare, se abbia abitudini particolari (come alcool e/o fumo), se sia affetto da patologie, se assuma farmaci, se pratichi attività fisica e, infine, se in famiglia ci siano casi di patologie cardiache.

Successivamente, il medico procede con l’esame clinico dell’apparato cardiocircolatorio tramite percussione e auscultazione del cuore, per poi proseguire con la misurazione della pressione arteriosa. Se la visita è propedeutica a un intervento chirurgico, il medico valuta anche la funziona polmonare e, in alcuni casi, potrebbe continuare con l’elettrocardiogramma.

Come funziona la visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG)

La visita cardiologica con ECG (elettrocardiogramma) è indolore e non invasiva e consente di registrare l’attività elettrica del cuore e il ritmo del suo battito. Quest’esame, quindi, si esegue non solo per verificare la presenza di patologie o altre condizioni, ma anche per rilevare eventuali problemi coronarici, alterazioni del volume cardiaco oppure aritmie, fibrillazioni ed extrasistole.

Per eseguire l’ECG il medico applica degli elettrodi in punti specifici del corpo, cioè su polsi, caviglie e torace. Avvia, quindi, l’elettrocardiografo (cioè il macchinario che registra fisicamente tutte le attività cardiache) che rileva delle informazioni che vengono rielaborate e tradotte in un tracciato grafico, successivamente letto dal medico stesso.

L’ECG è consigliato ai pazienti che manifestano sintomi come dolore al torace, dispnea sia a riposo che sotto sforzo, svenimento, vertigini, debolezza e palpitazione, oltre che alle persone che sono dotati dei dispositivi elencati precedentemente.

Inoltre, anche le donne in gravidanza devono sottoporsi a elettrocardiogramma, soprattutto se hanno più di 35 anni, sono fumatrici, se sono affette da problemi cardiologici (o se ci sono casi in famiglia) o se non hanno effettuato lo stesso esame negli ultimi 3 anni.

Altre tipologie di esame durante la visita cardiologica

La visita cardiologica standard, quindi, è strutturata come appena descritto; in ogni caso, nella stessa occasione, è possibile eseguire altri test non invasivi ma molto utili:

  • test cardiovascolare da sforzo con cicloergometro: permette di determinare le variazioni nelle contrazioni cardiache durante uno sforzo fisico;
  • Holter ECG: conosciuto anche come elettrocardiogramma dinamico secondo Holter, consente di registrare le attività del cuore nel corso di 24 ore e, quindi, di rilevare eventuali aritmie discontinue;
  • Holter pressorio: serve per controllare le variazioni di pressione arteriosa nell’arco di 24 ore;
    ecocolordoppler cardiaco: tramite ultrasuoni fornisce immagini a colori del muscolo cardiaco, in modo che il medico possa indagarne ogni singola componente:
  • ecocolordoppler arterioso e venoso degli arti superiori e inferiori: si focalizza sul flusso sanguigno all’interno dei vasi sanguigni e sulla loro visualizzazione, così da evidenziare eventuali lesioni meno evidenti;
  • ecocolordoppler dei tronchi arteriosi sovra-aortici (TSA): permette di esaminare la circolazione del sangue all’interno delle arterie e delle vene di testa e collo;
  • ecocolordoppler dell’aorta e dei grossi vasi addominali: verifica la funzionalità dei principali vasi sanguigni della zona addominale;
  • ecocolordoppler delle arterie renali: si concentra sulla valutazione, appunto, delle arterie che si dirigono verso i reni.

I vari esami sono, di norma, suggeriti dal medico stesso in base alla condizione del paziente.

Come bisogna prepararsi prima di una visita cardiologica

La visita cardiologica non prevede alcun tipo di preparazione specifica. L’unica accortezza risiede, da parte del paziente, di portare con sé i vari referti degli esami relativi a un eventuale problema cardiologico.

Quanto dura una visita cardiologica

La durata di una visita cardiologica varia in base al numero e alla tipologia di esami che vengono eseguiti. Di solito spazia dai 15 ai 30 minuti circa e molto dipende dall’esecuzione dell’elettrocardiogramma.

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